LA BANCA DEVE RESTITUIRE TUTTI GLI INTERESSI PERCEPITI IN ASSENZA DEL CONTRATTO SCRITTO DI APERTURA DI CREDITO.

La Suprema Corte ha affermato che se la banca non fornisce la prova dell’esistenza del contratto scritto dal quale ricavare il tasso pattuito fra le parti, deve restituire al correntista tutte le somme addebitate a titolo di interessi. Il contratto è difatti insanabilmente nullo, come prescritto dall’art. 117 T.U.B.

La vicenda trae origine da una opposizione proposta da un correntista avverso l’esecuzione immobiliare intrapresa nei suoi confronti da una società finanziaria, cessionaria di una banca. Il Tribunale adito dopo avere, tra l’altro, rilevato l’assenza del contratto scritto, aveva applicato ai saldi debitori del conto corrente il tasso legale. La società finanziaria, che era rimasta soccombente nel giudizio, aveva impugnato la sentenza, sostenendo, tra i diversi motivi, che erroneamente era stata esclusa l’applicazione degli interessi convenzionali in difetto di prova dell’accordo scritto.

Ma la Suprema Corte con la sentenza n.cassazione 5609 / 2017 ha rilevato che la soluzione praticata dal Tribunale di riconoscere gli interessi legali è favorevole alla società ricorrente e quindi non può lamentarsene giacché , “in mancanza di forma scritta per il contratto di apertura del conto corrente l’intero rapporto è nullo ai sensi dell’art. 117, commi 1 e 3, T.U.B. con conseguenti obblighi restitutori di tutti gli interessi percepiti.

La nullità consegue al fatto che la forma scritta, quando è richiesta ad substantiam, come nel caso di specie, è elemento costitutivo del contratto. Se, quindi, non vi è prova della volontà delle parti di concludere un determinato contratto avente una data causa, un dato oggetto e determinate pattuizioni, l’accordo è nullo così come correttamente affermato dalla Corte.

Dopo questa decisione le banche, in difetto di contratto scritto, non potranno più invocare l’applicazione del tasso legale ai sensi dell’art.1284 c.c., giacché la nullità dell’intero rapporto comporta la non debenza di tutti gli interessi.

Trattandosi di un indebito, le banche dovranno restituire al correntista gli interessi percepiti, maggiorati degli interessi legali.

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 cassazione 5609 – 2017 onere della prova

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